lunedì 7 aprile 2014

Chi ben comincia #7


Nata sul blog di Alessia Il profumo dei libri, Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale. Ad ogni appuntamento (random) presenterò le prime righe di un libro che mi attrae, che sto leggendo o ho già letto, sperando che possa interessare anche voi e spingervi a leggerlo.


Buon lunedì sera miei cari lettori, lettrici, librovori come vogliamo definirci :)
torno in ritardo come al solito, ma meglio tardi che mai, con un altro appuntamento con questa rubrica che dovrebbe esserci tutte le settimane ma a volte me la dimentico...vabbè lasciamo stare.
Intanto eccoci qui, voglio condividere con voi l'incipit di "Middlemarch" un classico d'epoca ottocentesca di George Eliot. Non è un romanzo forse che può piacere a tutti, poiché ha una narrazione al principio molto lenta, molto descrittiva sia nei luoghi che nei personaggi, i cui ritratti sono molto dettagliati, ma non mi crea nessun problema assolutamente. Ho deciso di leggerlo "per colpa" di Ilenia (Con amore e squallore è il suo blog e ha anche un canale youtube Ilenia Zodiaco), e quindi lo sto leggendo con lei e ho scoperto c'è anche un'altra ragazza Diana (Non riesco a saziarmi di libri è il suo blog e questo è il canale omonimo), pertanto leggo in compagnia :). 
Ora bando alle ciance vi lascio all'incipit di questo "romanzone" (è bello ciocciotto :) ).

Middlemarch di George Eliot

Miss Brooke era dotata di quel genere di avvenenza che pare essere messo in risalto da un vestire dismesso. 
Mano e polso erano di cosi elegante fattezza che essa poteva portare maniche spoglie di stile quanto quelle con cui la Beata Vergine apparve ai pittori italiani; e il suo profilo, non meno della statura e del portamento, pareva acquisire ancor maggiore dignità dai suoi abiti modesti, che, accanto alla moda di provincia, le conferivano la solennità di una bella citazione della Bibbia, o di qualcuno dei nostri più antichi poeti, inserita in un trafiletto di un giornale d'oggi. 
Di solito di lei si diceva che fosse di un'intelligenza buon senso. Eppure, Celia non portava più fronzoli di lei; e solo agli occhi di un osservatore attento i suoi abiti differivano  da quelli della sorella e rivelavano un pizzico di civetteria nella fattura; che la semplicità di vestire di Miss Brooke era dovuta a motivi svariati, per la maggior parte condivisi dalla sorella. 
L'orgoglio di essere delle signorine di rango vi aveva una certa parte: i parenti dei Brooke, anche se proprio non esattamente aristocratici, erano indiscutibilmente "gente per bene": a indagare su un paio di generazioni passate non si sarebbe trovato nessun antenato agrimensore o spedizioniere; nulla di inferiore a un ammiraglio o a un prelato; e si poteva addirittura risalire a un gentiluomo puritano che aveva militato sotto Cromwell, ma in seguito si era sottomesso al nuovo regime ed era riuscito a uscirsene da tutti gli impicci della politica come proprietario di una rispettabile tenuta familiare.

So che non può piacere a tutti, ma a me sta prendendo, e ho pensato di condividere con voi l'inizio, così se a qualcuno piacciono questi romanzi, potrebbe decidere di iniziare la lettura :).

giovedì 3 aprile 2014

Papertowns #6


Papertowns (città di carta) è una rubrica ideata da Reading is Believing. Ad ogni appuntamento vi presenterò i nuovi libri - esclusivamente in formato cartaceo - entrati in mio possesso che siano stati acquistati, scambiati, avuti in regalo o ricevuti in omaggio da case editrici e autori. 

Sera a tutti fanciulli e fanciulle,
con un po' di ritardo vi pubblico un altro post, ma sono stata fuori a casa del mio ragazzo e quindi ho passato qualche momento di relax post esame traumatico. 
Intanto ho approfittato e ho preso qualche libro su cui ero stata consigliata e qualche altro invece che mi ha attirato per il titolo.




La storia infinita di Michael Ende

Casa Editrice: Tea (I Grandi)
Traduzione: Amina Pandolfi
Anno di pubblicazione: 1979
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 436

ISBN: 978-88-502-1986-5

TRAMA: Bastiano Balthazar Bux è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto solo. E ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato "La storia infinita". Il libraio non vuole venderlo, ma l'attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente: infatti, scopre che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantàsia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese. Libro dentro al libro, la "Storia infinita" si anima quando Bastiano entra nella vicenda in un gioco ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà.




Trilogia di città di K di Agota Kristof



Casa editrice: Einaudi 
Anno di pubblicazione: 2000
Pagine: pp. 383
Prezzo: € 9,00
ISBN 9788806154943
TRAMA: Quando Il grande quaderno apparve in Francia a metà anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivelava un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la Trilogia della città di K ritrae un' epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.



Il senso di una fine di Julian Barnes



Casa Editrice: Einaudi (Super ET)
Anno di pubblicazione: 2014
Traduzione: Susanna Basso
Pagine: pp. 160 
Prezzo:€ 10,00
ISBN: 9788806220808
TRAMA: Tony Webster è un uomo senza qualità. Negli studi e nel lavoro, nei sentimenti e, c'è da scommetterci, anche nel sesso. Ma quando la lettera di un avvocato gli annuncia il lascito di cinquecento sterline e del diario di Adrian - il piú brillante dei suoi compagni di scuola, morto suicida -, la sua vita subisce una scossa. Chi gli ha destinato quell'ingombrante eredità? Quale segreto, rabbiosamente custodito, potrebbe rivelare il diario? E soprattutto, perché a distanza di quarant'anni Veronica, che lo aveva lasciato per Adrian, ricompare nella sua vita trincerandosi dietro un muro di silenzio? Nel porsi queste domande, Tony è costretto a tornare con la memoria agli anni della scuola, quando passava le giornate a bere, a discutere di letteratura o a fantasticare sulle donne. E cosí, risalendo di ricordo in ricordo, s'imbatte in risposte che, forse, avrebbe preferito non conoscere. Per imparare a sue spese che «la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato».


 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon 

Casa Editrice: Einaudi (Super ET)
Traduzione: Paola Novarese
Anno di pubblicazione: 2005
Pagine: pp. 248

Prezzo: € 12,00

ISBN: 9788806176594

TRAMA: Questo è un giallo diverso da tutti gli altri. L'investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta essere toccato. Non mangia se cibi diversi entrano in contatto l'uno con l'altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri, non sorride mai.

Christopher non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere.

E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.


Vi incuriosiscono? Cosa vorreste leggere? E soprattutto avete comprato qualcosa? 

Un bacione

mercoledì 26 marzo 2014

Recensione: Le notti bianche di Fedor M. Dostoevskij

Buonasera gente,
ebbene si, sono viva e vegeta, e sono tornata. Dopo un mese "infernale" durante il quale ho avuto il tempo di leggere solo un libro, quello di Probabilità e Statistica, torno a "rompervi" un po' le scatole, proponendovi una recensione che dovevo pubblicare da tempo ma che non avevo mai il tempo di scrivere, e avevo anche le idee chiarissime a riguardo (figuriamoci!?!??!) .
Non si possono avere dubbi quando il libro da recensire un classico della letteratura russa del 1800 e quando c'è Fedor Dostoevskij con il quale credo a breve inizierò una relazione serie, duratura...direi eterna.
Il libro in questione è il racconto "Le notti bianche" che mi ha stregato anima e corpo e spero che anche voi decidiate di leggerlo qualora non l'aveste già fatto...davvero...non credo di essere la prima a dirlo e non sarà neanche l'ultima, mi unisco al coro degli entusiasti (seguire il branco in questo caso va fatto!): leggetelo vi supplico!!

E' tutto, ci sentiamo al prossimo post ;)!


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Le notti bianche di Fedor M. Dostoevskij
Casa Editrice: Oscar Mondadori
Anno di pubblicazione:1848
Pagine: 124


TRAMA:Il tema del 'sognatore romantico', dell'eroe solitario che - come l'"anima bella" schilleriana che vive nel regno dell'ideale e dell'utopia estetica più astratta - trascorre i suoi giorni immerso nella dimensione del sogno, in un paradiso di illusioni, malinconicamente sofferente e lontano dall'incolore e consueta realtà dell'esistenza quotidiana, percorre come un filo di Arianna questo racconto. In una notte bianca, crudelmente reale, passeggiando solitario l'eroe del racconto incontra sul lungofiume una ragazza che risveglia in lui il sentimento dell'amore - il simbolo della temuta vita reale -, e coraggiosamente egli decide di fuggire dal regno dei sogni, e delle fantasticherie in cui trascorre i suoi giorni, aprendosi alla vita. Ma quando la ragazza gli rivela di amare un altro, la sua speranza svanisce, annullata dalla crudele vendetta del destino, ricacciata nella dimensione del sogno, a un tempo capace di dare felicità e sofferenza. Un regno delle illusioni che è anche metaforicamente simbolo del male.


Recensione

Leggere "Le notti bianche" era nei miei piani quest'anno, e vi assicuro che sono felicissima di averlo fatto. La lettura è durata un po' più lunga del previsto a causa dello studio, ma è stata una delle letture più intense e appassionanti di questo periodo.
Procediamo, però, con ordine.

"Le notti bianche" è un racconto di Fedor Dostoevskij, ambientato a San Pietroburgo. Il racconto si apre su una notte stellata della splendida città russa sul Baltico. Una notte come nessun altra al mondo, dove il protagonista si chiede se sotto un cielo di tale bellezza possano esistere persone irritate o capricciose. E da ciò inizia il mondo del sognatore, una figura affascinata da ogni persona, dalle loro vite, che vive in un mondo di illusioni, o che dovrei dire "sogna" o dorme nel mondo, che vive una vita non reale, priva di razionalità, mentre osserva le vite reali degli uomini della sua città.

La figura del sognatore è chiusa nella sua realtà irreale, nel suo sogno dove irromperà per un breve ma intenso istante la giovane e bella Nasten'ka, che "sveglierà" il giovane dalla sua vita di sognatore per alcune brevi ma intense sere passate a passeggiare per le strade solitarie ma affascinanti di San Pietroburgo.

E' la vitalità di Nasten'ka a conquistare il giovane sognatore con la quale si aprirà per qualche notte, una vitalità che ammalia anche chi legge. E' una lettura breve, poche pagine ma di un'intensità sublime e quasi incomparabile. Non so cosa sia stato a conquistarmi, se l'ambientazione notturna, il sognatore e i suoi dialoghi, lo stile di Dostoevskji o forse tutte queste cose messe insieme che hanno reso un piacere e un dolore la lettura di questo libro.
Immergersi nella vita del sognatore è come un tuffo in apnea, ogni dialogo va letto in un fiato, apprezzando a pieno il flusso di pensieri che ti trascina sempre più in profondità, tentando di strapparti il respiro.

Fedor Dostoevskij in questo piccolo racconto è molto attento all'ambientazione, ma più di ogni altra cosa privilegia i dialoghi e le idee. Le descrizioni non sono mai eccessivamente lunghe e noiose, e ciò che forse lo differenzia è il ruolo del lettore, che viene coinvolto nella narrazione, interpellato in prima persona, facendosi che esso si senta parte del racconto, come se fosse egli stesso il narratore e favorendo così una visione a tutto tondo dei fatti.
Di Dostoevskij è stato il mio primo tentativo, un modo per approcciarmi alla narrativa ottocentesca russa che mi ha sempre intimorito, ma l'incontro è stato esplosivo,e non vedo l'ora di leggere altro e cimentarmi in qualche opera più complessa di questo scrittore, riscoprendo l'amore per i classici di questo periodo.

Voi avete mai letto niente di Dostoevskij o di qualche grande autore russo? Se si cosa? Cosa avete amato alla follia? C'è qualche titolo che suggerite?

lunedì 24 febbraio 2014

Chi ben comincia #6


Nata sul blog di Alessia Il profumo dei libri, Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale. Ad ogni appuntamento (random) presenterò le prime righe di un libro che mi attrae, che sto leggendo o ho già letto, sperando che possa interessare anche voi e spingervi a leggerlo.




Buona sera gente e buon inizio settimana,
torno di lunedì per postarvi l'incipit di un libro che voglio leggere a breve, anzi credo che comincerò proprio oggi a leggerlo e che sinceramente mi ispira tantissimo e di cui ho sentito parlare benissimo. Ho anche appena finito di leggere "Le notti bianche" ed è un racconto davvero favoloso. La scrittura e lo stile di Dostoevskij è particolare, forse complicato ma assolutamente intenso, emozionante. Spero di scrivere in poco tempo la recensione, intanto vi lascio all'incipit di questa settimana: "Non buttiamoci giù" di Nick Hornby.


"Non buttiamoci giù" di Nick
  Hornby


MARTIN
Se posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente. Posso spiegarlo perché non e` un fatto inspiegabile: e` stata una scelta logica, la conseguenza di un pensiero fatto e finito. E neanche di un pensiero troppo serio. Non voglio dire che fosse un capriccio – solo che non era tremendamente complicato o angoscioso. Vediamo un po’... immaginate di essere, che so, un vicedirettore di banca di Guildford. Avevate già accarezzato l’idea di emigrare quando vi viene offerto un posto di direttore in una banca di Sydney. Be’, d’accordo che la scelta e` abbastanza lineare, ma viene naturale rifletterci un momento, o no?
Se non altro per capire se vi sentite di fare armi e bagagli, di lasciare amici e colleghi, di sradicare moglie e figli. Magari vi mettereste a sedere con carta e penna e stilereste una lista di pro e contro. Esempio:
CONTRO: genitori anziani, amici, golf club.
PRO: più quattrini, migliore qualità della vita (casa indipendente con piscina, barbecue ecc.), mare, sole, niente consigli comunali di sinistra che vietano le filastrocche infantili politicamente scorrette, niente direttive UE che mettono al bando le salsicce britanniche ecc.
Non c’e` storia, che ne dite? Il golf club? Ma vi prego. Naturalmente, i genitori anziani potrebbero imporvi uno stop di riflessione, ma niente di piu`: uno stop, e neanche troppo lungo. Dopo dieci minuti sareste al telefono con l’agenzia di viaggi. 
Bene, io mi sentivo cosı`. In breve: non avevo abbastanza motivi per fermarmi, e ne avevo in quantita` per buttarmi. Nella lista dei miei « contro » c’erano solo le bambine, ma non era neanche da pensare che Cindy mi permettesse di rivederle. Non ho genitori anziani e non gioco a golf. Il suicidio era la mia Sydney. E lo dico senza offesa per le bravissime persone che vivono a Sydney.

Ne avete mai sentito parlare? Cosa ne pensate? Io ho delle grandi aspettative, ma da quanto ho capito non saranno disattese. Aspetto i vostri commenti. 

Baci :)

sabato 22 febbraio 2014

Papertowns #5



Papertowns (città di carta) è una rubrica ideata da Reading is Believing. Ad ogni appuntamento vi presenterò i nuovi libri - esclusivamente in formato cartaceo - entrati in mio possesso che siano stati acquistati, scambiati, avuti in regalo o ricevuti in omaggio da case editrici e autori. 

Sera a tutti fanciulli e fanciulle,

questo fine settimana sono stata alla Feltrinelli con il mio ragazzo e ho approfittato dello sconto del 25 % dell'Einaudi per prendere un po' di libri. 
Quindi vi lascio tutte le trame e le varie informazioni. 

"Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro

Casa Editrice: Einaudi (Supercoralli)


Traduzione: Paola Novarese
Anno di pubblicazione: 2006

Pagine: 296 pag

Prezzo: € 17,50
TRAMA: Tre bambini crescono insieme in un collegio immerso nel verde della campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani. La loro vita verrà accompagnata dalla musica dei sentimenti: l'amicizia e l'amore come uniche armi contro un mondo che nasconde egoismo e crudeltà.
Un romanzo commovente e visionario.
Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nel verde della campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età, una grande amicizia nasce fra i tre bambini:Kathy, timida e riservata; Tommy, impulsivo ed ingenuo;Ruth, prepotente e carismatica. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento.
Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Sembra quasi averne paura, «come si ha paura dei ragni», pensa Kathy. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici.
Cosa ne sarà di loro in futuro? Cosa significano le parole «donatore» e «assistente»? E perchéi loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, la Galleria, sono così importanti? Cosa dovrebbero dimostrare?





"Battle royale" di Takami Koushun


Casa Editrice: Mondadori (collana Piccola biblioteca oscar)
Traduttore: Faraci T.
Prezzo: € 12,00
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 663 p.
TRAMA: Repubblica della Grande Asia dell'Est, 1997. Ogni anno una classe di quindicenni viene scelta per partecipare al Programma; e questa volta è toccato alla terza B della Scuola media Shiroiwa. Convinti di recarsi in una gita d'istruzione, i quarantadue ragazzi salgono su un pullman, dove vengono narcotizzati. Quando si risvegliano, lo scenario è molto diverso: intrappolati su un'isola deserta, controllati tramite collari radio, i ragazzi vengono costretti a partecipare a un "gioco" il cui scopo è uccidersi a vicenda. Finché non ne rimanga uno solo... Edito nel 1999, "Battle Royale" è un bestseller assoluto in Giappone, il libro più venduto di tutti i tempi; diventato fenomeno di culto, ha ispirato celebri film, manga sceneggiati dallo stesso Takami e videogiochi. Scritto con uno stile insieme freddo e violento, "Battle Royale" è un classico del pulp, un libro controverso e ricco di implicazioni, nel quale molti hanno visto una potente metafora di cosa significhi essere giovani in un mondo dominato dal più feroce darwinismo sociale.


"Viaggio al centro della terra"
di Jules Verne

Casa Editrice: Einaudi (collana Einaudi tascabili. Classici)
Prezzo: € 9,50
Anno di pubblicazione: 2005
Pagine: 168 p.
Curatore Fruttero C.; Lucentini F.
TRAMA:Un antico e misterioso documento scritto da uno scienziato e rinvenuto per caso; il sogno di giungere al centro della Terra; la lotta con un rivale privo di scrupoli; la spaventosa solitudine degli abissi; l'incontro con animali preistorici; un oceano immenso che condurrà i protagonisti al centro della Terra e a una soluzione imprevedibile.




"Fahrenheit 451" di Ray Bradbury

Casa Editrice: Mondadori (collana Oscar classici moderni)
Traduttore: Monicelli G.
Prezzo: € 9,00
Anno di pubblicazione: 2000
Pagine: 210 pag
TRAMA: Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante. Scritto nel lontano 1953, Fahrenheit 451, romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e Francois Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.


"Tenera è la notte" di Francis Scott Fitzgerald


Casa Editrice: Einaudi (collana Einaudi tascabili)
Curatore: Pivano F.

Prezz:o € 12,50
Anno di pubblicazione: 2005 (Ed. XVIII)
Pagine: 384 pag.
TRAMA: Dick Diver, un giovane psichiatra, ha sposato Nicole, che un incestuoso rapporto col padre ha reso schizofrenica. Dick lavora a un libro, vivendo delle ricchezze di Nicole tra la Costa Azzurra e Parigi, con un piccolo gruppo di amici. Tra questi Abe North, un compositore alcolizzato e Tommy Barban, un mercenario francese innamorato di Nicole. Al gruppo si unisce Rosemary, una bella attrice americana di cui Dick si innamora. L'unione con Nicole si sgretola e la donna inizia una relazione con Tommy. Il finale conclude amaramente la vicenda.





"Non buttiamoci giù" di Nick
 Hornby

Casa Editrice: Guanda (collana Narratori della Fenice)
Traduttore: Bocchiola M.
Prezzo: € 17,00

Anno di pubblicazione: 2006
Pagine: 293 pg
TRAMA: Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall'ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c'è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po' troppi...


Voi avete fatto acquisti di recente?  Che libri avete preso o vorreste prendere? 


lunedì 17 febbraio 2014

Childhood Memories #5




Childhood Memories è una rubrica ideata da me basata sui libri che hanno caratterizzato la mia infanzia (intendo dalle scuole elementari) e che mi hanno portato ad essere l'accanita lettrice che sono ora. I libri che quindi presenterò sono dei libri che potrebbe essere anche dei libri per bambini ma mi piace pensare di condividere con voi quei titoli che mi hanno accompagnata e poi potremo accorgerci di aver letto cose simili o meno!!





Ciao ragazzi e ragazze.Buonasera!
Volevo pubblicarla ieri, questa rubrica, ma la mia bella nonnina ha compiuto "18" anni (81 ;)) e abbiamo fatto festa grande, mia sorella è scesa da Milano con il suo lui, mio fratello che non vedevamo da Capodanno (lavoro lavoro lavoro), c'era il mio ragazzo, due mie cugine con un fidanzato al seguito, zia e genitori. Un gran casino e quindi non ho avuto modo di pubblicare. 
In ogni caso, andiamo avanti e continuiamo la serie arancio de "Il battello a vapore", e questo è in assoluto la storia che preferisco di questa serie, di quelli che ho letto io. 
"Harry e la banda delle decrepite". Un nome, tutto un programma. E vi assicuro che mi ha divertito a suo tempo e mi diverte tutt'ora quando lo rileggo per piacere, per ricordarmi di quand'ero piccola.
Voi cosa avete letto di questa collana quando eravate più piccoli? Avete mai letto "Harry e la banda delle decrepite"? :)

Titolo: Harry e la banda delle decrepite
Autore: Alan Temperley
Illustratore: Martis M.
Traduttore: Cangemi L.
Editore: Piemme
Collana: Il battello a vapore. Serie arancio
Data di Pubblicazione: 2000
Pagine: 318
TRAMA: Sfuggito alle perfide grinfie della governante Lilly la Nazi, Harry deve affrontare un'altra calamità: le vecchie zie. Ma, come si sa, a volte le apparenze ingannano. I primi dubbi gli vengono quando la lancetta del contachilometri delle ziette sfiora i duecentosessanta. E non saranno troppo anziane per arrampicarsi sugli alberi? Età di lettura: dai 9 anni.

lunedì 10 febbraio 2014

Chi ben comincia #5


Nata sul blog di Alessia Il profumo dei libri, Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale. Ad ogni appuntamento (random) presenterò le prime righe di un libro che mi attrae, che sto leggendo o ho già letto, sperando che possa interessare anche voi e spingervi a leggerlo.



Buongiorno e buona settimana.
Come state? Il weekend spero sia stato tranquillo e piacevole. Da qualche giorno, un po' a singhiozzo purtroppo, sto leggendo "Le notti bianche" di Dostoevskij. 

Lo sto adorando quando riesco a leggerlo, ma capita che sono talmente tanto stanca da dover rinunciare dopo poche pagine con mio grande disappunto. Intanto ho pensato di pubblicare l'incipit con questa rubrica, per suggerirvelo se non lo avete mai letto, oppure se lo avete fatto mi piacerebbe molto conoscere le vostre opinioni a riguardo, o nel caso non fosse nei vostri programmi leggerlo, come mai? :)
Intanto vi mando un grande bacio, e spero man mano di riuscire ad essere sempre più presente, esami permettendo (prima che butto tutti i libri fuori dalla finestra!).



Le notti bianche di Fedor M. Dostoevskij

NOTTE PRIMA
Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore. Il cielo era così stellato, così luminoso che, guardandolo, ci si chiedeva istintivamente: è mai possibile che sotto un simile cielo vivano uomini collerici e capricciosi? Anche questa, caro lettore, è una domanda da giovani, molto da giovani... voglia Iddio farla nascere spesso nell'animo vostro... Parlando di quei collerici e capricciosi signori, non ho potuto non rammentare la mia nobile condotta durante tutta quella giornata. Una certa strana angoscia aveva cominciato a torturarmi sin dal mattino. Avevo avuto all'improvviso l’impressione che tutti mi lasciassero solo e che tutti si allontanassero da me. Certo ciascuno è in diritto di chiedermi: chi sono questi tutti? Giacché da ormai otto anni vivo a Pietroburgo e non ho saputo stringere quasi nessuna conoscenza. Ma a che mi servirebbero le conoscenze?